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Cosa Vedere

Chiesa Madre

Si trova al centro della trama viaria che caratterizza il disegno originale del centro storico; è dedicata a S. Nicolò di Bari, patrono del paese. La sua costruzione ebbe inizio nel 1685, fu la prima chiesa ad essere ricostruita nel nuovo sito, e il primo edificio realizzato secondo il nuovo progetto urbanistico di ricostruzione del casale che fu distrutto il 6 giugno del 1682. La chiesa ha subito nel tempo una serie di numerose modifiche della sua conformazione architettonica originaria. La facciata è stata realizzata secondo l’analisi fisiologica della finitura esterna dell’edificio, così come appariva in una stampa del XIX secolo, quindi ciò che si vede oggi è la facciata in stile settecentesco con il suo solido campanile dal cupolino maiolicato. La pianta è a croce latina con la classica suddivisione in tre navate divise da 12 colonne in stile barocco composito e decorato con stucchi della fine del XVIII secolo, al centro vi è il presbiterio, ai suoli lati è posto un doppio coro ligneo di fattura ottocentesca che culmina con l’altare maggiore adornato dal 1991 dalla statua lignea di Maria Addolorata del Bergamasco, ricollocata presso la chiesa madre a seguito dei danni subiti nella chiesa del Calvario, sua sede storica. Nella navata laterale di destra è conservata una pregevole statua in marmo di scuola gaginiana del 1600 raffigurante la Madonne del Latte; mentre nella navata di sinistra vi è il Santissimo Sacramento. Ed infine vi sono due tele del secolo XVII e del XVIII dell’artista palermitano G. Patania.
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Chiesa del SS. Rosario

Il Duca di Camastra, subito dopo la disastrosa lavanca, edificava a proprie spese la chiesa del SS. Rosario, pressato anche dalla fisiologica necessità di offrire alla prima comunità un luogo per le sepolture. Infatti, nel novembre del 1684, i sacerdoti Vincenzo Spinnato e Gaetano D’Anna, rispettivamente procuratori del SS. Rosario e della Matrice, supplicavano il vescovo di Cefalù per avere il permesso di vendere un terreno comune alle due chiese, in quanto si necessitava di denaro contante per “principiare la fabbrica della Matrice chiesa […] per riponere li SS.mi Sacramenti per beneficio pubblico, essendo la maggior parte della gente abbassata nella nuova terra”. Anche per la chiesa del Rosario si riutilizzavano le pezzature provenienti dal vecchio casale, mutando naturalmente l’impianto dell’edificio che, in questo caso, avrebbe dovuto rispettare lo spessore prestabilito per la cortina settentrionale del nuovo impianto urbano, facendo aggettare dalla cortina verso mare solo l’abside semicilindrica. Questo vincolodettava per la nuova chiesa un impianto basilicale contratto, fatto di due sole campate. Perla realizzazione delle quattro arcate, il Duca acquistava le centine da esperti carpentieri di Mistretta. Ogni navatella era (e continua ad essere) definita da una profonda anta iniziale,da una conclusiva e da un pilastrone centrale così da permettere di allogare lungo tutto il perimetrodell’edificio ben otto altari. Il portale veniva realizzato da mastro Geronimo Russo, lapicida di Pettineo, nella primavera del 1685. La frana che aveva travolto il vecchio casale, distruggeva anche un’antica chiesetta dedicata a Sant’Andrea, originaria intitolazione cui subentrava la nuova del “SS. Rosario” per volere dello stesso Duca.

In ogni caso, il simulacro dell’Apostolo veniva traslato dentro la nuova chiesa, continuando a condizionare la dedicazione dell’edificio: infatti, per tutto il Settecento, i documenti riferiscono della chiesa del Rosario come chiesa di Sant’Andrea, così come s’identifica nella visita pastorale condotta da Mons.Valguarnera nel 1734. Gli interni dell’edificio venivanostuccati e coperti con volte a crociera nel 1783 da mastro Mariano Lo Cascio94, artefice appartenentead una fiorente bottega di stuccatori di Motta d’Affermo. Un restauro effettuato durante gli anni ’70 dello scorso secolo permetteva la restituzione al culto dell’edificio.

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Chiesa del Calvario

 

 Chiesa sacramentale non appartenente alla parrocchia, ma di proprietà della famiglia Sergio. Sorta agli inizi dell’800 al posto della chiesetta che costituiva la cappella del Convento dei Padri Cappucccini (oggi demolito), venne ricostruita per iniziativa dell’allora arciprete di S.Stefano mons. Giovanni Sergio, divenuto successivamente vescovo della Diocesi di Cefalù. Si tratta di una chiesa ad unica navata a suo tempo consacrata come Chiesa della Madonna dei Sette Dolori e popolarmente conosciuta come Chiesa del Calvario. Per la sua particolare posizione che la collocava ben al di fuori dell’antico centro urbano, venne utilizzata soprattutto come deposito funerario. Tutto il suo sottosuolo era adibito a cripta, andata perduta a causa di un incendio nel 1972. Oggi la Chiesa, dopo aver subito forti danni a causa del maltempo e dello stato di abbandono, è stata sottoposta ad interventi di restauro e consolidamento. Nel 1992 è stata dichiarata con Decreto dell’assessorato Regionale BB.CC.AA. bene di particolare interesse storico-artistico.

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Chiesa Maria  SS. Della Catena

 

Chiesa dedicata alla Madonna della Catena, al cui interno esiste la più insigne memoria storica della cittadina: la tomba murale in pregevole stile barocco di Don Giuseppe Lanza Duca di Camastra e della moglie Maria Gomez De Silvejra.

 Sono molto interessanti tre immagini salvate dalla distruzione e portate dalla vecchia sede del paese: un antichissimo Crocefisso ligneo, e due statue dedicate rispettivamente alla Vergine della Catena e a Sant’Antonio di Padova.

 Un recente restauro ha abbellito la Chiesa con opere in cotto all’interno e nella facciata, dove viene riproposta su mattonelle l’immagine della Vergine titolare della chiesa di R.M. Raffaele.

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Palazzo Trabia

Costruito intorno alla fine del XVII secolo, fu l’antica residenza del Duca di Camastra.

 Sito su di una naturale e suggestiva terrazza, sorge a 80 mt. s.l.m. L’edificio presenta un breve risvolto ad “L” che racchiude un angolo dell’antica corte. All’interno del palazzo è possibile ammirare pregevoli affreschi sui soffitti e raffinati pavimenti ceramici frutto dell’estro creativo degli antichi maestri stefanesi. La proprietà dell’edificio è stata recentemente acquistata dal Comune che ha proceduto a minuziosi lavori di ristrutturazione.

 È stato aperto al pubblico il 24 Dicembre 1997 ed è sede del Museo Civico delle Ceramiche e dell’Antiquarium .

 

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Palazzo Armao

 Edificio esistente da appena un secolo e mezzo ma che, per valore e significato, entra a pieno diritto nella storia della cittadina, il palazzo ottocentesco di Don Gaetano Armao configura la particolare condizione di manufatto architettonico dove si svolgeva l’attività artigiana ed al contempo fungeva da residenza padronale.

 Recentemente acquistato dal Comune, l’edificio presenta all’esterno un lungo e magnifico fregio che adorna la partesuperiore della casa. Tale fregio consta di una fascia di mattoni smaltati disposti su quattro file ornati con motivi di ispirazione classica, CRATERI ellenici e LEONI stilizzati culminanti in una drammatica raffigurazione della morte di Ettore.

All’esterno si può ammirare un grande pannello raffigurante Napoleone III che passa in rassegna le sue truppe.

Inaugurato il 14 agosto 2001 è ora sede della Biblioteca Comunale “Liborio Gerbino” .

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Monumento commemorativo ai caduti stefanesi delle guerre 35/45

È stato realizzato dall’Amministrazione Comunale nell’anno 1997 con l’intento di sistemare spazi urbani degradati.

Ideato da Mario Pecoraino e dipinta dal pittore Franco Nocera, sintetizza il sentimento dell’esistenza di una giovinezza che rinasce e che non si stanca di sognare e di vedere la bellezza.

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PORTA PALERMO e VIALE DELLE PALME

 

Panorama mozzafiato, che spazia dalle alture dei Nebrodi mistrettesi alla rocca di Cefalù, fino a Capo Zafferano nelle giornate limpide, possiamo ammirare il suggestivo Viale delle Palme, da cui si diramano vialetti e sentieri resi da recente accessibili e destinati a chi non si contenta della solita passeggiata.
L’ultimo tratto del viale fa angolo con la Villa Trabia, posta a nord dell’omonimo palazzo settecentesco nello spazio frapposto tra il viale e la Chiesa del Rosario.
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Porta Messina o Belvedere

Terrazza panoramica rivolta verso Messina, con il Monumento ai Caduti del 1924, di L. Messina, e l’adiacente “Villa Italia”, splendida “oasi di verde” adornata da variopinti fiori profumati e ricca di maestosi alberi secolari. Al suo interno contiene due caratteristiche fontane interamente rivestite di ceramica ed un sotterraneo, oggi utilizzato per l’esposizione di opere durante la Mostra internazionale e un tempo adibito a cisterna per l’approvvigionamento idrico della popolazione.

Entrambe costituiscono i luoghi di maggiore animazione della cittadina.

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